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Bilancio

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Il Bilancio dei Gas Serra della Provincia (IPCC)

La stima delle emissioni lorde della Provincia di Belluno, espresse in tonnellate di CO2eq e suddivise per attività di emissione, è riportata in Figura 8.1 e Tabella 8.1.

Per l’anno 2019 le emissioni lorde di origine antrpogenica equivalgono a 1.050.210 t CO2eq. Il settore Energia riveste il contributo maggiore delle emissioni (83,5% del totale), seguito dall’AFOLU (8%). I settori dei Processi Industriali e Rifiuti hanno impatti poco rilevanti nel territorio analizzato (rispettivamente 6% e 2,5%).

Per l’anno 2022 le emissioni lorde di origine antropogenica equivalgono a 1.009.387 t CO2eq. Come per l’anno 2019 il settore Energia riveste il contributo maggiore (84,5% del totale), seguito dall’AFOLU (9%). I settori dei Processi Industriali e Rifiuti hanno impatti poco rilevanti nel territorio analizzato (rispettivamente 4% e 2,5%).

In complesso, le emissioni antropogeniche sono diminuite del 4% nel periodo tra il 2019 e il 2022 a causa principalmente della riduzione delle emissioni del settore energia, dove a un aumento dei consumi da trasporto su gomma è corrisposta una maggiore riduzione delle emissioni dovute alla produzione di energia nelle industrie e al riscaldamento. Anche il settore dei processi industriali mostra una notevole riduzione dovuta al disuso di gas HFC (-46%) che incidono al 89% e 75% nelle emissioni totali del settore. Il settore AFOLU è l’unico che mostra un aumento delle emissioni dovuto ad un maggiore numero di capi allevati in stalla (principalmente bovini e suini).

Il settore Rifiuti ha emissioni poco elevate, viste le caratteristiche del sistema di gestione implementato in Provincia. Infatti, è stata registrata una elevata percentuale di raccolta differenziata, fattore che ha determinato un basso conferimento di rifiuti in discarica e in termovalorizzatore. Inoltre, il trattamento della frazione organica del rifiuto comporta emissioni poco rilevanti, vista l’implementazione di un digestore anaerobico, posto a monte della linea di compostaggio. Dobbiamo infatti considerare che la degradazione del rifiuto organico nei digestori anaerobici comporta solo delle perdite minime e accidentali di metano contenuto nel biogas prodotto, a differenza del compostaggio in cumuli areati, nel quale si hanno emissioni più elevate, sia di CH4 che di N2O.

Le emissioni biogeniche hanno un impatto considerevole sul totale delle emissioni prodotte all’interno della provincia, nel 2019 compongono il 41,7% mentre nel 2022 addirittura il 58,4% delle emissioni totali prodotte. E’ importante considerare ai fini del bilancio anche queste emissioni poiché, sebbene biogeniche, sono per la maggior parte provocate dalle attività umane, come ad esempio la combustione di biomasse per il riscaldamento residenziale (41% nel 2019 e 31% nel 2022 delle emissioni biogeniche) oppure per la produzione di energia elettrica nelle centrali termoelettriche del territorio (57% nel 2019 e 40% nel 2022 delle emissioni biogeniche). Anche gli incendi boschivi, per quanto fenomeni naturali e nel nostro caso non dolosi, sono correlati alle attività umane e in particolare al riscaldamento climatico che sempre di più influisce su fattori che ne aumentano frequenza intensità e durata, come le temperature più alte che seccano il suolo e la vegetazione rendendoli più infiammabili, la siccità che rende la biomassa più secca e la possibilità che si verifichino eventi estremi come ondate di calore o venti forti, fenomeni che possono favorirne gli inneschi.

Le emissioni biogeniche nell’arco dei due anni considerati sono aumentate del 34,7%, soprattutto a causa dell’aumento notevole delle emissioni dovute agli incendi boschivi ed in parte a causa di un aumento delle emissioni dovute alla termovalorizzazione dei rifiuti.

Le emissioni totali (antropogeniche + biogeniche) si calcolano sommando emissioni di diversa natura CO2eq e CO2b. Nel nostro caso il calcolo è svolto solamente per riportare le emissioni di gas serra correlate alle attività umane della provincia di Belluno ad un unico valore ed avere una visione d’insieme dell’inventario. Le emissioni così calcolate sono aumentate complessivamente del 7,5% dal 2019 al 2022 passando da 1.487.956 t CO2eq a 1.598.982 t CO2eq.

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Il Bilancio dei Gas Serra della Provincia (IPCC)

La stima delle emissioni lorde della Provincia di Belluno, espresse in tonnellate di CO2eq e suddivise per attività di emissione, è riportata in Figura 8.1 e Tabella 8.1.

Per l’anno 2019 le emissioni lorde di origine antrpogenica equivalgono a 1.050.210 t CO2eq. Il settore Energia riveste il contributo maggiore delle emissioni (83,5% del totale), seguito dall’AFOLU (8%). I settori dei Processi Industriali e Rifiuti hanno impatti poco rilevanti nel territorio analizzato (rispettivamente 6% e 2,5%).

Per l’anno 2022 le emissioni lorde di origine antropogenica equivalgono a 1.009.387 t CO2eq. Come per l’anno 2019 il settore Energia riveste il contributo maggiore (84,5% del totale), seguito dall’AFOLU (9%). I settori dei Processi Industriali e Rifiuti hanno impatti poco rilevanti nel territorio analizzato (rispettivamente 4% e 2,5%).

In complesso, le emissioni antropogeniche sono diminuite del 4% nel periodo tra il 2019 e il 2022 a causa principalmente della riduzione delle emissioni del settore energia, dove a un aumento dei consumi da trasporto su gomma è corrisposta una maggiore riduzione delle emissioni dovute alla produzione di energia nelle industrie e al riscaldamento. Anche il settore dei processi industriali mostra una notevole riduzione dovuta al disuso di gas HFC (-46%) che incidono al 89% e 75% nelle emissioni totali del settore. Il settore AFOLU è l’unico che mostra un aumento delle emissioni dovuto ad un maggiore numero di capi allevati in stalla (principalmente bovini e suini).

Il settore Rifiuti ha emissioni poco elevate, viste le caratteristiche del sistema di gestione implementato in Provincia. Infatti, è stata registrata una elevata percentuale di raccolta differenziata, fattore che ha determinato un basso conferimento di rifiuti in discarica e in termovalorizzatore. Inoltre, il trattamento della frazione organica del rifiuto comporta emissioni poco rilevanti, vista l’implementazione di un digestore anaerobico, posto a monte della linea di compostaggio. Dobbiamo infatti considerare che la degradazione del rifiuto organico nei digestori anaerobici comporta solo delle perdite minime e accidentali di metano contenuto nel biogas prodotto, a differenza del compostaggio in cumuli areati, nel quale si hanno emissioni più elevate, sia di CH4 che di N2O.

Le emissioni biogeniche hanno un impatto considerevole sul totale delle emissioni prodotte all’interno della provincia, nel 2019 compongono il 41,7% mentre nel 2022 addirittura il 58,4% delle emissioni totali prodotte. E’ importante considerare ai fini del bilancio anche queste emissioni poiché, sebbene biogeniche, sono per la maggior parte provocate dalle attività umane, come ad esempio la combustione di biomasse per il riscaldamento residenziale (41% nel 2019 e 31% nel 2022 delle emissioni biogeniche) oppure per la produzione di energia elettrica nelle centrali termoelettriche del territorio (57% nel 2019 e 40% nel 2022 delle emissioni biogeniche). Anche gli incendi boschivi, per quanto fenomeni naturali e nel nostro caso non dolosi, sono correlati alle attività umane e in particolare al riscaldamento climatico che sempre di più influisce su fattori che ne aumentano frequenza intensità e durata, come le temperature più alte che seccano il suolo e la vegetazione rendendoli più infiammabili, la siccità che rende la biomassa più secca e la possibilità che si verifichino eventi estremi come ondate di calore o venti forti, fenomeni che possono favorirne gli inneschi.

Le emissioni biogeniche nell’arco dei due anni considerati sono aumentate del 34,7%, soprattutto a causa dell’aumento notevole delle emissioni dovute agli incendi boschivi ed in parte a causa di un aumento delle emissioni dovute alla termovalorizzazione dei rifiuti.

Le emissioni totali (antropogeniche + biogeniche) si calcolano sommando emissioni di diversa natura CO2eq e CO2b. Nel nostro caso il calcolo è svolto solamente per riportare le emissioni di gas serra correlate alle attività umane della provincia di Belluno ad un unico valore ed avere una visione d’insieme dell’inventario. Le emissioni così calcolate sono aumentate complessivamente del 7,5% dal 2019 al 2022 passando da 1.487.956 t CO2eq a 1.598.982 t CO2eq.

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Emissioni per settore di attività in Provincia di Belluno.

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Sottraendo dalle emissioni lorde provenienti dai cinque settori analizzati, gli assorbimenti di CO2 da parte delle specie forestali e agricole, è stato ottenuto il bilancio dei gas serra per la Provincia di Belluno.

Gli assorbimenti hanno superato di le emissioni lorde, sia nel 2019 che nel 2022.

Questi risultati ci attestano la condizione di Carbon Neutrality della Provincia di Belluno, sia nel 2019 che nel 2022. Essere Carbon Neutral non vuol dire che le emissioni di gas serra generate dalle attività umane siano state eliminate, ma che queste sono completamente compensate dagli assorbimenti di CO2 da parte del patrimonio forestale locale

Tabella 8.2 Bilancio dei gas serra della Provincia di Belluno (Anni 2019 e 2022).

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È di primaria importanza sottolineare che, sebbene il bilancio tra emissioni ed assorbimenti sia negativo per entrambi gli anni, si denota un aumento complessivo delle emissioni pari al 7,5% e una riduzione del 8% della percentuale di abbattimento. Il risultato ottenuto attesta una condizione strettamente legata alla morfologia del territorio bellunese, è infatti necessario tenere in considerazione che la provincia di Belluno si trova in una condizione ambientale favorevole grazie al fatto che la maggior parte dell’energia elettrica consumata proviene da fonti rinnovabili

(in massima parte idroelettrico), l’area forestale rappresenta più del 60% della superficie totale del territorio e la densità demografica è piuttosto bassa (55 abitanti/km2). 

Comunque, nonostante l’attuale condizione di Carbon Neutrality del territorio, l’Amministrazione provinciale non dovrebbe abbassare la guardia, specialmente per mantenere sotto controllo e migliorare le attività con maggiori impatti. La riduzione della percentuale di abbattimento potrà essere una motivazione per migliorare ulteriormente il bilancio, invertendo il trend delle emissioni in crescita mostrato in questo report.

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